NiusLatter #66 Voliamo

Ciao anche questa settimana il mondo sta dando  il meglio di sé per rimanere distonico e sordo.

Sordo al rumore dei bombardamenti e delle pubbliche uccisioni in piazza mentre dei vicini isterici si lamentano di un abbaio di cane. O del vento che fa frusciare i panni.

Non sentiamo più detonare ma le ciabatte sul pavimento di legno non ci fanno dormire.

Non c’è religione né unità.

Siamo ‘piezz o’core’ di umani sordi, ciechi e muti. Camminiamo  per strada credendoci interi.

Invece ognuno di noi dovrebbe trovare nei pezzi degli altri un’armonia, una similitudine, un respiro che cretta e apre. Una parola che non viene detta. Una luce che non viene mai spenta.

Una spirale che gira.

Se non ci uniamo non ce la facciamo.

Ma è così difficile unirsi.

Non ci va bene niente & nessuno.

Non si può cantare con l’ombellico, ne baciare con un braccio. Ci vuole la bocca .

In Iran è piombato il silenzio, in Palestina anche.

Come è possibile?

Eppure lo è.

Siamo tutti aggrappati a questa scatolina in cui sto scrivendo che narra gioie e dolori della nostra esistenza.

Dall’amore alla fuga dalla realtà. Dalla politica alla cultura, dal corpo alla fotografia.

Che poveracci siamo.

Tutti dipendenti, senza far nulla.

Dipendenti dallo Stato? Dall’impero?

Instagram di chi è ?

Meta di chi è?

Whats app di chi è ?

E noi scriviamo lì sopra tutti i nostri segreti tra amici e nemici.

Convinti che ci sia un’etica.

Che oggi pare completamente saltata.

Non c’è più niente di morale.

Almeno nelle sfere alte e anche in quelle basse.

E se un giorno il signor X padrone del mondo decidesse di aprire le

Nostre chat al

Miglior offerente? Oppure di mettere alla gogna i nostri profili perché in disaccordo a lui? Oppure di spararci.

Si spararci a noi europei da strapazzo.

Senza petrolio ne i soldi degli arabi.

Senza petrolio ne le miniere del Venezuela.

Senza Maduro ma con Meloni, che ad affar suoi sa bene come fare.

Ma no non siamo programmati per pensare questo.

Siamo drogati di comunità senza vedere nessuno. Incapaci di stare. Incapaci di compassione e mistero.

Sempre incomprensibilmente nervosi, benzodiazepinici e sull’orlo di una crisi di nervi.

L’ansia è sorella.

Ma si andiamo all’ennesimo appuntamento per avere un corpo da favola, senza connettersi allo spirito e al proprio destino.

Ma si !

Facciamo anche questo.

Mentre il vento prova a spazzare via le nubi. E qualcuno prova ancora a volare.

Voliamo

Sipario