Hangar è figlio di un mondo nuovo. Me l’ha detto Margò una di queste sere e me lo sono segnato.
L’ho sentita mentre lo diceva con la sua voce densa.
L’ha messo a terra. L’ha reso vero ai miei occhi. Non come il velo di un illusione ma come le mani nella pasta madre.
Tocco terra.
Scarico.
È vero è così. Talmente nuovo che non si capisce, nella sua interezza. Ognuno ne conosce un pezzo. Chi per i tarocchi, chi per la silent, chi per la musica live.
Compreso chi sente di amarlo lo ama per una parte. Ignora la sua vastità.
‘Hai una domanda?
Una domanda? Oddio come deve essere? Una domanda di cui stai cercando la risposta . Non hanno il tempo le carte. Non chiedermi tra quanto. Ti possono dire se ce la farai, ma non quando.
Spesso le persone mi fanno due, tre domande diverse in una . Non per risparmiare, ma perché è difficile fare domande per noi stessi, e scegliere quale sia più urgente o significativa.
In ogni domanda c’è la vita. I tarocchi rotolano come sassi e piano piano ci aiutano a smussare gli angoli che il vivere porta.
Nel desiderio c’è una legge ed è la legge della generativitá che genera frutti.
‘Ma tu vuoi veramente ‘guarire’ ?
Guarire vuol dire tornare a vivere e tornare a vivere significa confrontarsi con l’ingovernabilità della vita, con l’imponderabilità della vita.’ ‘Ogni volta che ci rimettiamo in piedi siamo in balia del incalcolabile per questo poi gli esseri umani non seguono il loro desiderio e la loro libertà‘ .
Siamo esseri di energia in un corpo che ci serve per muoverla. Abbiamo studiato e capito molti funzionamenti ma tanto rimane mistero.
Cammino per strada, come ogni mattina, compro le cose che mancano a casa. Sono in mezzo ad un incrocio e vedo lui. Lo saluto. Lui si gira a destra e a sinistra come se non capisse che il saluto andava a lui e mi guarda e dice: io ? e io faccio sì con la testa sì te ! ciao Daniele! ero preoccupata perché era tanto che non lo vedevo e avevo paura che non fosse più su questo mondo! Daniele lo conosco da quando avevo 16 anni l’ho conosciuto alla chiesa ma lui era un ribelle era quello che entrava mentre Don Paolo parlava e lo criticava, mettendo in dubbio la sua parola! aveva coraggio e il coraggio ti entra dentro quando lo vedi usare da altri! diventa tuo! diventa una possibilità, il coraggio, manifestato da altri, diventa una nostra possibilità!
Ciao Daniele come stai ? ‘ vedi ho l’ascite venerdì mi levano tutta quest’acqua ! porto 10 kg nella pancia ! Ho la cirrosi lo sapevi ? No rispondo, in realtà non so quasi nulla di lui. Ma una cosa si : ‘Daniele mi parli della Guerra ?’ Siamo sempre all’incrocio, il tempo di un semaforo. Daniele ha la mia età, ma andò in guerra nel 1990/1991 in Qwait. Che per me era solo una pompa di benzina non ben collocata sulla mappa mondiale.
Daniele parte, non conosco altri, lo vedo prima lo vedo dopo. La guerra uccide anche se non ti uccide. Era bellissimo Daniele.
Che ci faceva Daniele a vent’anni in una fossa in Q8 ? Cosa può sopportare l’uomo? In guerra ti danno le droghe che in ‘normalità’ sono bandite, ma come possono poi tornare alla normalità le persone?
Daniele racconta di moscerini in una trincea che tutto il tempo ronzavano nelle orecchie.
Tutto è veloce. Il semaforo ci separa.
Daniele vieni ad hangar a raccontare?
Si
Daniele sarà ad hangar domenica 12 aprile alle 1930 in Chiacchiere da bar con Margò.
C’è una grande commozione in me.
‘Silvia mi avevano detto sarei morto ma sono ancora qui’
Venerdì mi levano l’acqua nella pancia. Come se il dolore, l’amore, le emozioni fossero tutte insieme.
Daniele scrive parole intense. Daniele mi ha aperto a qualcos’altro che non vedevo. Non per quello che racconta ma per come vive, per come scrive. Per come è.
Venite domenica
Ne vale la pena
Mi piacerebbe ci fosse tanta gente ad ascoltarlo. Perché Daniele è così interessante che vale la pena alzarsi dal divano .
Vale la pena scegliere.
Scegli
Nella vita
ricordati di scegliere
Sipario

