NiusLatter #59  La brezza nel tempo d’attesa

Sono seduta in un locale, aspetto.

I cani ai miei piedi in una geometria particolare, senza averla studiata. I ragazzi che servono ci guardano e sorridono. Gli piacciamo.

Non arrivo mai puntuale perché non amo aspettare, ma oggi alle otto sono qui.

Mi guardo intorno, non c’è ancora nessuno.

Sono indecisa su cosa fare, intanto mi siedo.

Seguo le  linee nel soffitto bianco, ammiro un pezzo di bancone coi bicchieri appesi, faccio scorrere gli occhi da destra a sinistra per trovare un pertugio. Il via vai è minimo, perché sono dentro. Una porta finestra che pare di essere a Londra o a New York. Sogno. Peccato ho dimenticato il mio quaderno di viaggio, vorrei scrivere  mentre aspetto, parole che non riesco a pensare.

Sospiro. Un ragazzo parla coi cani e gli porta l’acqua.

Penso di ordinare ma nessuno mi chiede niente. Mi sembra più facile bere qualcosa per non dover trovare una soluzione su chi essere. Mi sciolgo i capelli e li raccolgo di nuovo. Movimenti che aiutano a fluire il tempo. A farsi venire un’idea in mente. Ma sono anche comportamenti sociali. Una gonna plissettata rosa, delle scarpe da ginnastica colorate, inno all’esistenza, una canottiera.

C’è naturalità.

Eppure non li ho scelti con coerenza. E lo sento.

Assaggio la birra, è fresca.

Dimentico che non bevo da sempre.

I cani riposano.

Dico cose che potrei tenere segrete.

Mi scappano. Non riesco a trattenermi.

Il cerchio si è aperto.

‘Non hai favoritismi’

‘Non li ho chiesti’

Mi interrogo se è la risposta giusta quella che arriva all’improvviso o se è solo difesa.

Non erano nella mia mente, i favoritismi. Ma ora  lì vorrei tutti. Tutti i privilegi, tutte le parole scritte soprattutto quelle  negate attentamente.

Torno al mio posto.

Oscillo al sapore di gin.

Time out

Non ho capito nulla.

Non devo bere.

Preferivo parole d’amore.

Ma mi stanno mettendo  alla prova.

O forse no.

‘Hey abbassa la tapparella, il sole mi sbatte sugli occhi.’

La luce nel corridoio rimane accesa.

Qualcuno glielo spieghi.

Che io sono qui.

Ancora per un po’.

Poi vado.

 

 

Sipario